

King of Tokyo
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King of Tokyo è un gioco da tavolo edito da Mancalamaro e distribuito da Asmodee Italia
King of Tokyo: mostri giganti alla conquista della città
King of Tokyo è un gioco da tavolo di dadi e combattimento in cui ogni giocatore controlla un enorme Mostro deciso a conquistare Tokyo. L’obiettivo è accumulare 20 Punti Vittoria oppure rimanere l’ultimo Mostro ancora in gioco.
La partita combina gestione dei risultati dei dadi, attacchi diretti, acquisizione di carte e una componente di rischio particolarmente importante. Infatti, entrare e rimanere a Tokyo permette di ottenere Punti Vittoria, ma espone il proprio Mostro agli attacchi degli avversari. Di conseguenza, scegliere quando attaccare, quando curarsi e quando tentare di ottenere Energia o nuove combinazioni di dadi diventa parte integrante della strategia.
Come si gioca a King of Tokyo
All’inizio della partita ogni giocatore sceglie un Mostro e prende la relativa plancia e sagoma. Durante il proprio turno, il giocatore dispone dei 6 dadi neri e può effettuare fino a tre lanci, decidendo dopo ogni lancio quali dadi conservare e quali rilanciare.
I dadi presentano sei possibili risultati: i numeri 1, 2 e 3, l’icona dell’Energia, l’icona dell’attacco e quella dei cuori. Le combinazioni numeriche permettono di ottenere Punti Vittoria, mentre gli altri risultati influenzano direttamente la situazione del Mostro.
In particolare, tre risultati uguali tra 1, 2 o 3 permettono di ottenere Punti Vittoria; eventuali risultati aggiuntivi dello stesso numero aumentano ulteriormente il punteggio. L’Energia viene utilizzata per acquistare le carte Potenziamento disponibili.
Gli attacchi rappresentano invece il principale strumento offensivo. Quando un Mostro si trova a Tokyo, i suoi attacchi colpiscono tutti i Mostri che si trovano al di fuori della città. Al contrario, i Mostri all’esterno possono attaccare quello presente a Tokyo.
La posizione in città comporta quindi un’importante scelta tattica. Entrare a Tokyo permette di ottenere un Punto Vittoria, mentre all’inizio del proprio turno il Mostro che occupa Tokyo ottiene ulteriori Punti Vittoria. Tuttavia, chi si trova nella città diventa anche il bersaglio degli attacchi degli altri giocatori.
I risultati con i cuori permettono di recuperare Salute quando le regole lo consentono. Un Mostro che si trova a Tokyo, infatti, non può utilizzare i cuori per curarsi. Quando un Mostro perde tutta la propria Salute, viene eliminato dalla partita.
La vittoria arriva immediatamente quando un giocatore raggiunge 20 Punti Vittoria. In alternativa, la partita termina quando rimane un solo Mostro ancora in gioco.
Meccaniche di gioco
Il cuore di King of Tokyo è rappresentato dalla gestione dei dadi. I tre lanci disponibili consentono di modificare progressivamente il proprio risultato, conservando i dadi più utili e cercando di costruire una combinazione efficace.
La scelta non riguarda soltanto i Punti Vittoria. I dadi possono infatti fornire Energia per acquistare carte, infliggere danni agli avversari oppure recuperare Salute. Pertanto, lo stesso sistema di lancio permette di perseguire obiettivi differenti a seconda della situazione della partita.
Un’altra meccanica centrale è rappresentata dalle carte Potenziamento. Utilizzando l’Energia ottenuta con i dadi è possibile acquistare le carte disponibili, introducendo ulteriori effetti e possibilità strategiche. La gestione dell’Energia diventa quindi un elemento importante per sviluppare il proprio Mostro durante la partita.
La presenza di Tokyo aggiunge inoltre una dinamica di controllo dell’area. Essere nella città è vantaggioso dal punto di vista dei Punti Vittoria, ma comporta anche una maggiore esposizione agli attacchi. Di conseguenza, la permanenza a Tokyo deve essere valutata in funzione della propria Salute e della situazione degli avversari.
Ambientazione e Tema
L’ambientazione di King of Tokyo mette al centro una serie di Mostri giganti impegnati nella conquista della città. Tokyo diventa letteralmente il campo di battaglia nel quale i Mostri si affrontano per ottenere il controllo della metropoli e accumulare Punti Vittoria.
Il tema è strettamente collegato alle meccaniche. Gli attacchi rappresentano gli scontri tra i Mostri, l’Energia alimenta l’acquisizione dei Potenziamenti e la Salute determina la capacità di rimanere in combattimento. Inoltre, il controllo di Tokyo costituisce contemporaneamente un vantaggio e un rischio, creando una costante tensione tra il desiderio di conquistare la città e la necessità di sopravvivere.
Contenuto della Confezione
- 66 Carte Potenziamento
- 6 Plance Mostro
- 6 Dadi Neri
- 6 Sagome di Cartone Mostro con piedistallo
- 1 Plancia Tokyo
- 50 Cubetti Energia
- 28 Gettoni e 2 Dadi verdi
- 1 Regolamento
Esperienza di Gioco
King of Tokyo propone un’esperienza caratterizzata da turni rapidi e da un’elevata interazione tra i partecipanti. Gli avversari non sono semplicemente impegnati in una corsa al punteggio: gli attacchi possono modificare direttamente la loro situazione e costringerli a cambiare strategia.
La componente di fortuna legata ai dadi è importante, ma viene accompagnata da decisioni durante i lanci. Conservare determinati risultati, cambiare combinazione nei lanci successivi, acquistare un Potenziamento oppure cercare di mantenere il controllo di Tokyo sono scelte che influenzano concretamente l’andamento della partita.
Il sistema rende il gioco accessibile anche a chi non ha grande esperienza con i giochi da tavolo moderni, mantenendo allo stesso tempo diversi elementi tattici per chi vuole ottimizzare le proprie decisioni. L’interazione diretta e il ritmo dei turni contribuiscono inoltre a mantenere costante il coinvolgimento degli altri giocatori.
Conclusione
King of Tokyo combina dadi, combattimento, gestione delle risorse e carte Potenziamento all’interno di un sistema semplice da apprendere ma capace di creare situazioni molto diverse durante ogni partita.
La conquista di Tokyo rappresenta il fulcro dell’esperienza: garantisce importanti vantaggi in termini di Punti Vittoria, ma rende il Mostro più vulnerabile agli attacchi. Per questo motivo, la partita richiede di valutare continuamente il rapporto tra rischio e ricompensa.
Il risultato è un gioco fortemente interattivo, basato su decisioni rapide e su una gestione dei dadi che permette di adattare il proprio turno alle esigenze del momento. La combinazione tra combattimento diretto, Potenziamenti e controllo di Tokyo rende King of Tokyo un titolo immediato e dinamico, incentrato sulla competizione tra Mostri per il dominio della città.
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Brand | Asmodee Italia |
|---|---|
Durata | 30 |
Giocatori | 2-6 |
Età | 8 |
Lingua | Italiano |
| EAN | 3760175514524 |
Domande frequenti
1. Quanti giocatori possono giocare a King of Tokyo?
King of Tokyo è progettato per una partita da 2 a 6 giocatori.
2. Qual è l’obiettivo di King of Tokyo?
L’obiettivo è raggiungere 20 Punti Vittoria oppure essere l’ultimo Mostro ancora in gioco.
3. Come funzionano i dadi in King of Tokyo?
Durante il proprio turno è possibile effettuare fino a tre lanci, scegliendo ogni volta quali dadi conservare e quali rilanciare.
4. Cosa succede quando un Mostro entra a Tokyo?
Il Mostro che entra a Tokyo ottiene un Punto Vittoria e, finché rimane nella città, può ottenere ulteriori Punti Vittoria all’inizio del proprio turno.
5. Come si acquistano le carte Potenziamento?
Le carte Potenziamento vengono acquistate utilizzando i cubetti Energia ottenuti attraverso i risultati dei dadi.
6. Si può curare un Mostro che si trova a Tokyo?
No. Un Mostro che occupa Tokyo non può utilizzare i risultati dei cuori per recuperare Salute.
7. Come viene eliminato un Mostro?
Un Mostro viene eliminato quando la sua Salute scende a zero.
8. Quando termina una partita di King of Tokyo?
La partita termina quando un giocatore raggiunge 20 Punti Vittoria oppure quando rimane un solo Mostro ancora in gioco.
Recensioni di Player 1
Prime impressioni
King of Tokyo appartiene a quella categoria di giochi che non cercano di trasformare una struttura semplice in un sistema complesso. La sua identità è molto più precisa: è un gioco competitivo di dadi, combattimento e gestione del rischio, con una forte componente push-your-luck e un’interazione diretta tra i giocatori.
La formula ruota intorno a un’idea immediatamente comprensibile: ogni partecipante controlla un Mostro e cerca di diventare il Re di Tokyo. Il percorso verso la vittoria passa però attraverso una scelta ricorrente e molto concreta: quanto vale la pena rischiare?
Il gioco è generalmente accessibile anche a chi ha poca esperienza con i moderni giochi da tavolo. La spiegazione delle regole non costituisce un ostacolo significativo, mentre le decisioni diventano progressivamente più interessanti man mano che i giocatori comprendono il valore della posizione a Tokyo, della Salute e dell’Energia.
Non è quindi un titolo orientato alla pianificazione a lungo termine. Il suo terreno naturale è quello delle partite rapide e interattive, nelle quali il risultato di un turno può modificare sensibilmente l’equilibrio della partita.
Come scorre una partita
Ogni turno parte dai sei dadi, che possono essere lanciati fino a tre volte. Il giocatore decide quali risultati conservare e quali rimettere in gioco, cercando di costruire la combinazione più utile per la situazione del momento.
È qui che emerge la natura del gioco. Una combinazione favorevole non significa necessariamente la stessa cosa in ogni momento della partita. Un risultato che permette di ottenere punti può essere prioritario quando si è vicini alla vittoria; in altre circostanze può essere più importante recuperare Salute, accumulare Energia oppure infliggere danni.
La presenza di Tokyo introduce un secondo livello di decisione. Il Mostro che occupa la città gode di una posizione privilegiata dal punto di vista del punteggio, ma diventa anche il bersaglio degli attacchi degli avversari e non può curarsi attraverso i risultati dei dadi.
Ne deriva un andamento abbastanza caratteristico: un giocatore entra a Tokyo, inizia ad accumulare punti e contemporaneamente diventa sempre più esposto. Gli altri hanno quindi un incentivo concreto ad attaccarlo. Quando la situazione diventa troppo rischiosa, abbandonare Tokyo può essere la scelta corretta, lasciando però a un altro Mostro l’opportunità di prendere il suo posto.
Le carte Potenziamento aggiungono un ulteriore elemento di progressione. L’Energia raccolta con i dadi può essere investita per acquisire effetti che modificano le possibilità del proprio Mostro. Il flusso rimane comunque rapido: non si costruisce un motore complesso, ma si aggiungono strumenti capaci di influenzare le decisioni successive.
Il cuore del gioco
Il nucleo di King of Tokyo è il rapporto tra fortuna, rischio e controllo.
A prima vista, il sistema dei dadi può ricordare un gioco di combinazioni numeriche. In realtà, la decisione più interessante non consiste semplicemente nel cercare il risultato migliore, ma nello stabilire quale risultato sia più utile in quel preciso momento e quanto sia opportuno rischiare per ottenerlo.
Questa componente di rischio è particolarmente evidente a Tokyo. La città funziona come una sorta di scommessa permanente: rimanere significa continuare a ottenere vantaggi, ma ogni turno trascorso lì aumenta l’esposizione agli attacchi. Uscire significa rinunciare a una posizione redditizia, ma permette di recuperare Salute e di lasciare il pericolo a un avversario.
La profondità decisionale rimane volutamente contenuta. Non siamo davanti a un gioco nel quale sia necessario costruire una strategia di molti turni. Le decisioni sono soprattutto tattiche e situazionali: valutare il proprio stato, osservare quello degli altri Mostri, considerare la distanza dalla vittoria e scegliere quale rischio assumersi.
L’interazione, invece, è uno degli elementi più forti del sistema. Gli avversari sono direttamente coinvolti nelle conseguenze delle proprie azioni e il controllo di Tokyo crea un bersaglio comune che può spostare rapidamente l’attenzione del tavolo. La partita tende quindi a generare una dinamica molto diversa dal classico gioco di dadi in cui ciascun giocatore costruisce il proprio punteggio indipendentemente dagli altri.
Proprio questo equilibrio determina anche il limite principale del titolo: chi cerca un gioco nel quale la capacità strategica prevalga nettamente sulla casualità potrebbe trovare il sistema troppo dipendente dai dadi. La fortuna non è un elemento marginale, ma una componente strutturale dell’esperienza.
Esperienza al tavolo
Al tavolo, King of Tokyo tende a essere rumoroso, diretto e molto partecipato. I turni sono brevi e le azioni hanno conseguenze facilmente leggibili, perciò è raro che gli altri giocatori perdano completamente il contatto con ciò che sta accadendo.
Il ritmo è sostenuto anche dal fatto che il sistema non richiede una quantità elevata di pianificazione prima di agire. Si osserva la situazione, si lanciano i dadi e si decide come modificarli. Quando arriva il momento di scegliere se restare a Tokyo oppure lasciare la città, invece, la discussione può diventare improvvisamente più tesa.
La componente casuale contribuisce a questo andamento emotivo. Un buon risultato può cambiare una situazione apparentemente compromessa, mentre una sequenza di lanci sfavorevoli può costringere a ridimensionare rapidamente le proprie ambizioni.
Il coinvolgimento, inoltre, cresce con il numero di giocatori perché aumenta la quantità di minacce e cambia continuamente il Mostro che occupa Tokyo. In due, l’interazione è inevitabilmente più concentrata e il sistema perde parte della dimensione caotica che caratterizza le partite più affollate.
Quanto resta interessante nel tempo
La rigiocabilità di King of Tokyo dipende soprattutto da ciò che si cerca in una partita.
La struttura di base rimane sostanzialmente stabile: dadi, Tokyo, Energia, Potenziamenti e combattimento costituiscono il telaio di ogni partita. Non è quindi un gioco che punta sulla scoperta progressiva di sistemi sempre nuovi o su una grande varietà strategica.
La variabilità nasce soprattutto dalla combinazione tra i risultati dei dadi, le carte Potenziamento disponibili e le dinamiche che si sviluppano tra i giocatori. Ogni partita può quindi avere un andamento differente pur mantenendo una struttura riconoscibile.
È un caso nel quale la durata relativamente contenuta aiuta molto la rigiocabilità. Una singola partita non richiede un investimento particolarmente impegnativo e, soprattutto quando il tavolo apprezza la componente competitiva e casuale, è naturale voler riprovare subito.
La sua longevità funziona quindi più per variazione delle situazioni e dinamica del gruppo che per profondità strategica crescente. Per chi cerca un titolo da studiare e approfondire per decine di partite, può risultare limitato; per chi vuole un gioco da alternare ad altri titoli, la struttura rimane molto efficace.
Punti di forza e limiti
Punti di forza
- Accessibilità: il sistema è semplice da spiegare e permette anche ai giocatori meno esperti di entrare rapidamente nella partita.
- Interazione diretta: Tokyo crea un obiettivo comune e gli attacchi fanno sì che le azioni abbiano conseguenze concrete sugli avversari.
- Push-your-luck efficace: la possibilità di continuare a rischiare con i dadi si integra naturalmente con la scelta di rimanere o meno a Tokyo.
- Ritmo: i turni sono generalmente rapidi e la durata contenuta favorisce partite dinamiche.
- Decisioni immediate: pur affidandosi molto alla fortuna, il gioco offre continuamente piccole scelte tattiche su cui costruire il proprio turno.
Limiti
- Casualità elevata: i dadi hanno un peso significativo sull’esito della partita e riducono il controllo diretto sul risultato.
- Profondità strategica limitata: le decisioni sono soprattutto tattiche e non esiste un sistema particolarmente articolato da approfondire nel lungo periodo.
- Varietà strutturale contenuta: la struttura delle partite cambia meno di quanto accada nei giochi maggiormente orientati alla variabilità strategica.
- Esperienza a due meno incisiva: con pochi giocatori si riduce parte della dinamica di gruppo che rende particolarmente interessante la contesa per Tokyo.
Verdetto finale
King of Tokyo occupa una posizione precisa nel panorama dei giochi da tavolo: è un titolo competitivo leggero che utilizza dadi, combattimento e push-your-luck per costruire un’esperienza immediata e fortemente interattiva.
La sua complessità è bassa, ma questo non significa assenza di decisioni. Il gioco chiede continuamente di valutare il rischio, soprattutto quando si tratta di mantenere il controllo di Tokyo mentre gli avversari cercano di abbattere il Mostro che la occupa.
È particolarmente adatto a gruppi misti, famiglie e giocatori che vogliono un titolo capace di introdurre alcune dinamiche dei giochi da tavolo moderni senza richiedere una lunga preparazione. Funziona bene anche come gioco di apertura o di chiusura di una serata.
Al contrario, chi considera la casualità un elemento negativo o cerca una profondità strategica elevata troverà probabilmente più interessante rivolgersi a titoli appartenenti a fasce di complessità superiori.
Il valore di King of Tokyo sta soprattutto nella coerenza della sua proposta: poche regole, decisioni frequenti, interazione diretta e una dose significativa di rischio. Non cerca di essere un grande gioco strategico e funziona proprio perché non ne ha bisogno.
Le spese di spedizione comprendono le spese di imballaggio e affrancatura.
Le spese di spedizione sono gratuite da 69,99 euro.
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